Invitare a mettere «Mi piace» sulla pagina aziendale è… dannoso!

Rubrica «Pillole di Facebook»

2° Appuntamento

Certo, avere tanti “mi piace” sulla propria pagina Facebook, neanche a dirlo, piace a tutti: dà un’immagine di apprezzamento, di imprenditoria fiorente, ma davvero è così importante? Di fatto non sono gli “I Like” che generano traffico, visibilità e, quindi, clienti: ciò che davvero conta è pubblicare post che sappiano catturare l’attenzione ed incentivino il dibattito, cercando poi d’intercettare questo fermento per perseguire i propri fini commerciali. Tutto chiaro? Fin qui credo proprio di sì!

Ma vediamo perché è più contro produttivo che opportuno avvalersi della funzione «invita gli amici», quella che inoltra alla vostra rete contatti la notifica «Ciao, ti ho invitato a mettere “Mi piace” alla mia Pagina perché ho pensato che ti potrebbe fare piacere sostenerla».

Punto 1 – Gli inviti arrivano davvero o è un trucchetto per indurti a spendere?

Per lavoro gestisco diverse pagine aziendali e recentemente un mio cliente, dopo aver invitato sulla sua pagina qualche migliaio di amici con un click (Oh my God!), mi ha contattato chiedendomi se Facebook avesse avuto problemi tecnici relativi a tale funzione, non avendo avuto alcun riscontro. Premesso che Zuckerberg prende il caffè a casa mia solo nel weekend, cosa che non mi consente di avere aggiornamenti in tempo reale, ho deciso di verificare cosa fosse accaduto. Dopo qualche giorno, che ho atteso per capire se il problema risiedesse o meno in un guasto tecnico, mi sono dato al martirio, sperimentando il detto comando sulla mia pagina aziendale. Il mio «invita gli amici» è stato spedito a circa 1.500 contatti avvalendomi dell’invio di massa che il social mette a disposizione… Il risultato: zero, e dico zero, nuovi “mi piace”! Ora: se selezionando il pubblico manualmente, e parlo per esperienza, ottengo un ritorno medio del 10% degli inviti, mi spiegate come sia possibile che l’atteso incremento di “I like” sia passato da 150 unità a 0?! Dopo diversi giorni il servizio dava ancora i presunti problemi?! Sarà ma, pur concedendo il beneficio del dubbio, sento puzza di «visto che richiedere “i like” gratis non funziona e che ormai gli inviti li hai spediti, non potendo ripetere l’operazione, che ne dici di promuovere la pagina a pagamento per centrare l’obiettivo?». Parere mio, per carità, ma come disse Andreotti: «A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina».

Punto 2 – Avere “Mi piace” non meritati può farti buttare parecchi soldi e limitare gli incassi!

Se gli utenti mettono spontaneamente “Mi piace” sulla tua pagina aziendale, probabilmente è perché apprezzano il tuo prodotto/servizio e probabilmente sarai tra i loro pensieri quando sarà il momento di avvalersene, soprattutto se arriva loro qualche bella promozione. Tanto premesso, ammettiamo di volerci avvalere di Facebook Ads cioè di annunci a pagamento sul social. Affinché la cosa funzioni è bene selezionare un pubblico già predisposto all’acquisto e, tra le possibili opzioni, c’è quella di indirizzare la promo ad un «Lookalike Audience» ovvero ad un «Pubblico Simile», per esempio, alle persone che già seguono la tua pagina, presupponendo che la seguono per reale interesse. Se effettivamente è così questo strumento è un potentissimo selezionatore di potenziali clienti a cui mostrerà la tua promozione facendoti investire al meglio la somma stanziata; se invece i tuoi “Mi piace” sono gonfiati butterai i tuoi soldi, alla faccia della bella immagine sul social!

Tutto chiaro quindi? Meno “Mi piace” e più sostanza!

Eccovi servita un’altra utile “Facebook pillolina”… Ci si risente alla prossima puntata 🙂

Lorenzo Olivari

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