Quale colore sceglieresti per la tua azienda?

Rubrica «Pubblicità e Marketing»

1° Appuntamento

La risposta a questa domanda è affidata alla psicologia dei colori e, ovviamente, al buongusto! Sin dall’infanzia i colori rappresentano un elemento a cui si presta attenzione: il bambino li osserva con entusiasmo perché capaci di generare sensazioni, stimolandolo a sviluppare preferenze e a fare associazioni. I colori sono gioia, tristezza, passione, delicatezza, inquietudine, rassicurazione, eleganza e altro ancora; allo stesso tempo evocano elementi come il sole, il cielo, la natura e così via. In termini poetici potremmo considerarli primordiali affreschi sulle pareti delle emozioni; parlando di marketing sono, invece, le fondamenta su cui costruire la propria identità pubblicitaria.

Quando si tratta di loghi ed immagine aziendale, la scelta di un colore di rappresentanza è, quindi, un punto focale che va ben ponderato. Esistono anche logotipi con molti colori e nulla vieta tale strategia cromatica, purché adottata con cognizione di causa. Facciamo quindi un po’ di ordine per capire come usare al meglio la tavolozza del marketing.

Anzitutto il ragionamento va incanalato lungo due principali filoni: da un lato il settore aziendale, dall’altro la clientela di riferimento. Si tratta di una semplificazione grossolana, me ne rendo conto, ma il mio intento è fornire delle linee guida, senza dilungarmi in mille sfumature che potrebbero disincentivare la lettura e la volontà di apprendimento. Tanto detto…

Questione Uno: valutare il settore aziendale di riferimento – Ci sono settori che, più di altri, rispondono a specifici “format cromatici” la cui standardizzazione è utile a:

1 – Richiamare subito alla mente il tal settore;

2 – Generare sensazioni positive e pertinenti a quel specifico contesto operativo.

Il verde acqua, ad esempio, è associato all’ambiente clinico-ambulatoriale ed infonde serietà e fiducia; il blu e le sue tonalità sono tipiche del contesto social, politico e finanziario, predisponendo a calma, pace dei sensi e condizione di appagamento; nero e oro rimandano a lusso ed eleganza e sono quindi molto impiegati nel settore moda e design; viola e argento pervengono con note di raffinatezza e spiritualità e sono quindi adatti a settori di estetica e benessere; il rosso è passione e amore, ma anche violenza e pericolo, caratteristiche che lo rendono fortemente stimolante, ma che ne suggeriscono un impiego in soli contesti emozionali; il grigio, al contrario, è il colore della perfetta neutralità e, pur essendo versatile, è particolarmente affine alla tecnologia dove basta piacere senza entusiasmare; felicità, dinamismo e libertà sono affidate al giallo e all’arancio che ben si sposano con sport, divertimento e attività giovanili; lo stesso valga per il verde acceso che però amplia i propri orizzonti a natura e intraprendenza; il marrone, infine, ha il sapore della solidità, dell’accoglienza e della riflessione, quindi strizza l’occhio ad attività che richiedono intelletto, saggezza e memoria… L’elenco è davvero lungo, ma parecchi spunti ve li ho forniti e credo che il concetto sia chiaro.

Questione Due: definire il pubblico a cui rivolgersi – Anche qui la distinzione verte essenzialmente su due fronti:

1- Sesso prevalente nella propria clientela;

2 – Età media dei nostri interlocutori commerciali.

Nel merito, gli uomini prediligono il nero, il blu, il verde e il rosso, mentre le donne sono tendenzialmente attratte da blu, viola, rosa e verde. Allo stesso modo i giovani amano i colori radiosi e passionali come rosso, arancio, giallo e verde che, in età adulta, lasciano spazio a tonalità più rassicuranti, come blu, viola e affini. Avrete notato che il verde è, di fatto, una costante, ma non fatevi confondere: universalità è spesso sinonimo di piacere condiviso ovvero goduto solo per metà. Per questo lo consiglio soprattutto per settori legati a natura, dinamismo e creatività.

Prima ho posto l’accento sul “multicolor”: si sposa bene in contesti affini ad infanzia, educazione, arte, musica, alimentazione o di rappresentanza territoriale… Niente male direi, ma occhio agli accostamenti, sia in termini di gusto che di disturbo ottico!

Facciamo infine un esempio pratico. Immaginiamo di dover operare in un contesto creativo (verde), ma vincolato a intelletto e riflessione (viola o marrone), che si rivolga a uomini e donne (blu o verde), predisponendo all’appagamento di un pubblico adulto (blu o viola). Tra i colori che più si ripetono e che meglio si abbinano vi sono il blu e il viola. Inoltre, essendo totalmente complementari ovvero derivando da diverse proporzioni dei medesimi colori primari (ciano e magenta), potremmo anche pensare di fonderli, ottenendo un fantastico indaco. Ecco che l’attività in questione, neanche a dirlo, è iNdaco Testi&Grafiche che ha fatto del proprio colore di rappresentanza il suo stesso nome ;).

Lorenzo Olivari

Una risposta a "Quale colore sceglieresti per la tua azienda?"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...