Come eseguire il fotomontaggio perfetto

Rubrica «Arti Grafiche»

2° Appuntamento

Basta tornare agli inizi del duemila per fare un balzo nella storia e, tra le tante abitudini ad essere cambiate nella quotidianità delle persone, vi è la consuetudine allo scatto. Siamo diventati tutti “cinesi”, tutti accostumati alla fotografia in ogni frangente perché, proprio dall’Oriente e con l’avvento del nuovo millennio, Sharp e Samsung inventarono il “cellulare con fotocamera integrata”… WOW!

Giusto per concederci un po’ di storia e di cultura (che non guastano mai!), nel 2006 fu la coreana LG che, in collaborazione con l’italianissima Prada, sviluppò il primo e omonimo smartphone touchscreen della storia, subito seguito dalle americane Apple (con l’iPhone 2007) e Google (con il cosmopolita HTC Dream 2008 a tecnologia Android). Da allora è passato solo un decennio e tutti, ma proprio tutti, siamo smartphone muniti, con tanto di filtri fotografici, programmi per collage e profili social su cui postare uno, tre, dieci scatti al giorno!

Tutto questo intro (lo ammetto sono un po’ prolisso!) è per arrivare al tema di oggi: il fotomontaggio! Molto spesso, infatti, ci capita di scattare foto bellissime con sfondi inadeguati e ho pensato che questo articolo potrebbe essere d’interesse ed aiuto generale.

Parlando di programmi, Photoshop è l’eccellenza ed è disponibile anche come app mobile, ma tra la versione per PC e quella per smartphone, più che di abisso, bisognerebbe parlare di galassie, universi e buchi neri! Tra la concorrenza citerei Affinity Photo e alternative minori come Gimp e similari, ma i dettagli sulla scelta del programma li lascerei al mitico Salvatore Aranzulla (clicca qui).

La mia intenzione è, invece, quella di fornirvi delle linee guida universali, delle dritte da tenere in considerazione al di là del fotomontaggio in questione e del supporto tecnologico d’impiego. Nel dettaglio…

Dimensioni e prospettive

Sembra una cosa ovvia, ma è la base per un fotomontaggio degno di tale nome. Dovete sempre chiedervi: “E’ tutto proporzionato? Questo elemento è dimensionalmente integrato nel piano e rispetto a qualsiasi altro dettaglio circostante?”. Posizionate con estrema cura il soggetto da foto-montare, guardatelo e riguardatelo, perché basterà un particolare fuori posto per rovinare il realismo d’insieme. Questo è il primo step per poter lavorare sul resto ed è davvero fondamentale!

Luci e ombre

Si tratta di un altro aspetto chiave: tutto ciò che compone l’immagine deve avere luci e ombre orientate nella medesima direzione. Pensate ad un uomo inserito nel quadrante dell’orologio: se avesse il sole posizionato alle spalle a ore dieci, la sua ombra tenderebbe ad allungarsi verso le quattro, disegnando così una diagonale che divide il quadrante in due semicerchi: quello a sinistra nella zona di luce e quello a destra nella zona d’ombra. Tutto, quindi, dovrà attenersi a questa regola, anche ricreando l’ombra del soggetto inserito o il riverbero di eventuali componenti lucide. Occhio anche alle immagini riflesse: una vaso laccato appoggiato su un tappeto, rifletterà il tappetto nella sua parte inferiore.

Contorni tenui e fusioni graduali

La luce dell’ambiente condizione il colore dei contorni. Ad esempio, se dovessi scontornare un viso pallido da una foto a sfondo azzurro, tenderò ad avere un residuo di ciano in prossimità dell’ovale del volto per via del fenomeno della luce riflessa. Affinché il soggetto scontornato e appiccicato altrove rispetti questo fenomeno, è necessario effettuare il taglio con strumenti che sfochino delicatamente i contorni; in questo modo il colore del fondo trasparirà e si fonderà gradualmente lungo i tratti dell’elemento incollato in primo piano, cancellando il suo passato per integrarlo in un realistico presente. Stessa logica per le fusioni: due colori che, nel tratto d’unione, godono di una sfocatura in trasparenza (la più ampia possibile) si fonderanno da soli una volta accostati.

Rispetto delle trasparenze

Non solo il vetro, ma anche un tessuto o la parte più esterna dell’acconciatura; tutto ciò che denota una trasparenza più o meno spiccata, va riprodotto con tale caratteristica. Per approdare a questo risultato, il dettaglio da rendere permeabile alla luce va scorporato o selezionato (in base al programma) ed enfatizzato in trasparenza.

Temperatura colore

Esistono toni caldi e toni freddi che, in un fotomontaggio, si devono perfettamente sposare nell’una o nell’altra direzione. Se, ad esempio, in un panorama al tramonto introducessi una ragazza, la bella donzella dovrà avere tonalità nel giallo e nell’arancio e, quindi, i suoi mezzi toni dovranno essere caricati di giallo e magenta.

Filtri e omogenizzazioni

Quando avrete terminato l’assemblaggio e ottenuto l’immagine desiderata, trattarla con un filtro fotografico o con un effetto ad hoc vi aiuterà a renderla più omogenea e realistica. In uno spaccato notturno, ad esempio, potreste apportare un filtro ciano, affinché tutto sia mantecato da una velatura azzurra. Se invece, sempre a titolo esemplificativo, aveste creato uno scatto vintage, oltre ad un filtro seppia potreste applicare un effetto graffiato, rendendo la foto uniformemente retrò.

… Et voilà: les jeux sont faits!

Lorenzo Olivari

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